06/09/10

La leggenda del più grande pilota mai vissuto

Ecco il "trailer" del lungometraggio "La leggenda del più grande pilota mai vissuto”, che racconta le imprese del fuoriclasse brasiliano scomparso nel 1994.

Immagini emozionanti che sono nella memoria di tutti gli appassionati; le immagini di Ayrton Senna, il grande campione brasiliano che ha perso la vita, a 34 anni, a Imola nel 1994, durante il Gran Premio di San Marino di Formula 1. La sagoma della nera Lotus, il suo sorriso triste, quegli occhi profondi che ti scrutavano da dentro la feritoia del casco. E poi la sua guida aggressiva, le prime immagini sgranate ai tempi del karting, l'urto con Prost a Suzuka, la vittoria in Brasile, il capottamento in Messico quando si trovò a testa in giù nella sabbia della curva Peraltada.

E infine la Williams che tira dritto alla curva del Tamburello - a Imola, il primo maggio del 1994 - quindi le immagini di lui riverso nella monoposto distrutta, i soccorsi inutili, il trasbordo in elicottero. Immagini drammatiche che sfumano nel suo sorriso velato da una lieve tristezza. E infine l'audio con la sua voce musicale, un po' cantilenante così familare alle orecchie di chi l'ha conosciuto.

Sono 90 secondi ricchi di emozioni. È il trailer del film che racconterà le gesta di Ayrton Senna. Di produzione inglese e giapponese, realizzato dalla Universal, per ora di questo lungometraggio circola un trailer con sottotitoli e voce narrante in giapponese. È fatto con molti spezzoni di corse e tante altre immagini meno consuete di Ayrton pilota fuori e dentro dai box.

Grazie a "Principino" per la segnalazione


no words, only memories!

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05/09/10

Ciao Shoya, salutami Magic





è uno sport ed è pericoloso, ma è il loro mestiere,
la loro passione.
non si può capire, sono inutili le polemiche.
le lacrime scendono ed i ricordi riaffiorano.
ciao Shoya, salutami Magic

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01/05/09

Riposa in Pace

MILANO, 1 maggio 2009 - Di Ayrton Senna, a 15 anni dalla scomparsa a Imola, tornano alla mente certe cene dei primi anni della F.1, ai tempi della Toleman o della Lotus, quando si sedeva direttamente a capotavola e si astraeva dal discorso che facevano gli altri. Interveniva solo per porre domande che non c’entravano nulla. Si parlava di politica? Lui chiedeva come mai l’odiato Piquet quel giorno fosse andato piano. Si dissertava sui Caraibi? Voleva sapere per quali ragioni Enzo Ferrari avesse un carattere difficile. Poi, quando eri tu a porgli quesiti altrettanto precisi, Ayrton si ritraeva a riccio. Muto. O parlava in politichese.
INTERIORE - Seguiva un suo filo interiore. Sempre. Lo intervistavi e alla fine scoprivi che era stato lui a portarti su quelle domande. Magnetico. Affascinante. Unico. E folle. Non c’era sdoppiamento tra pilota e uomo. La personalità era una. Complessa sino a diventare impenetrabile, salvo sui temi che lui gradiva, che lo trasformavano in un fiume in piena. Come quando lo prese il trip per la Bibbia, sollecitato dalla sorella Viviane (la mamma di Bruno), e divenne una specie di guru della velocità, in cui tutto doveva essere mistico, magico, possibile. "Ho visto Dio accanto a me nello schieramento di partenza", raccontò dopo il GP del Giappone che nel 1988 gli diede il primo dei tre titoli mondiali. Dio, per lui, era l’appoggio sicuro in un ambiente che a un certo punto aveva cominciato a vedere ostile, senza peraltro averne validi motivi. Ma Dio, in una dimensione più buddista che cristiana, era nella consequenzialità delle cose che gli accadevano intorno.
NATURA - Quindi Dio era la natura — concepita però in chiave esclusivamente brasiliana — che Senna avrebbe voluto proteggere una volta smesso di correre. Ce ne parlò una mattina, nella sua bella casa coi mobili bianchi a Montecarlo, tra il mare e il circuito, mentre la cameriera, grassa, dal volto buono e ovviamente brasiliana, ci serviva pane imburrato da indorare con marmellata di arance. Era un angelo, Senna. Ed era pure un diavolo che si faceva prendere dall’odio nei confronti di piloti presi di mira. Buttò fuori Prost a 200 orari alla prima curva di Suzuka per vendicarsi di una collisione, molto meno grave e incolpevole, di Prost nei suoi confronti l’anno prima. Prese per il collo Schumacher, che detestava; arrivò alle mani con Irvine e Mansell. Se voleva vincere, e gli interessava solo quello, non ci pensava due volte a sportellare un rivale. L’avvicinarsi, negli specchietti, del suo casco giallo, intimoriva chiunque. Ma che pilota immenso, quando correva liberamente e lasciava spento l’interruttore delle cattiverie! Inarrivabile per il modo di accelerare e rilasciare il gas dentro la curva, un intuito felino sui nuovi tracciati, una bravura unica nel portare al limite qualunque macchina. Fenomenale sul bagnato (Donington ’93, forse la più grande esibizione si sia mai vista in F.1 sul bagnato), eccezionale sull’asciutto, bravo nella messa a punto e nella scelta delle gomme. Inavvicinabile sul giro secco da pole position: ne ha fatte 65, con 41 vittorie in 161 gare. In poche parole unico. Il più grande, forse.
PRESENTIMENTO - La morte di Imola l’aveva dentro da almeno due settimane prima. Poco conta che sia stato ucciso dal braccetto di una sospensione conficcatosi nel casco: Ayrton era già oltre con la testa, in un’altra dimensione. Lontano da quello che più aveva amato, proiettato verso mondi che maggiormente si confacevano alla sua interiorità.
Pino Allievi


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21/03/09

Buon Compleanno!!!

Auguri Magic, oggi sarebbero 49…
...per me sei ancora lì davanti a tutti a guardarli dagli specchietti!!!

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25/05/08

Bruno Senna


Bruno Senna,
24 anni, figlio di Viviane, sorella di Ayrton, appassionatosi alle corse grazie alla storia di famiglia ed a Gerhard Berger, storico collega e amico di Ayrton…per ora è bravo nel GP2, chissà… grazie perché ci hai ricordato Magic e le lacrime lo hanno salutato!

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02/12/07

Omaggio ad Ayrton - L.Dalla

Luce soffusa e volume al massimo, please!!!
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    21/03/07

    Auguri Ayrton!

    Nascere il primo giorno di primavera dovrà pur significare qualcosa. Il destino disegna parabole speciali, ricche di possibilità, quasi una pole position esistenziale. E' bello pensare che Ayrton Senna lo sapesse!
    21 marzo 1960, San Paolo del Brasile: il via di una storia personale che presto sarebbe stata di tutti.
    Una storia di passione, talento e sogni realizzati. Una vita fatta di corse fino ad un ultima curva affrontata davanti a tutti, come sempre, proprio in un giorno di primavera.
    ACELERA AYRTON!

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    24/12/06

    Ayrton4 - La Dedica

    La Dedica
    Il mio primo Blog lo dedico a te!
    Questo che era il tuo motto lo dedico a tutte le persone che lo leggeranno e sapranno apprezzarlo... “Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà.”

    Mi manchi tanto…così intensamente, che la tua assenza mi fa compagnia.
    Accelera Ayrton!!!

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    Ayrton3 - Il Ricordo

    Il ricordo
    Quella strana mania di comprare tutto quello che ti ritraeva (quanto sciacallaggio dopo la tua morte!) come per fermare il tempo, il distacco, per non dimenticare, per non lasciarti andare…per poi scoprire che comunque sei sempre lì, nel mio cuore. Quel dolore così forte e lo smarrimento dei giorni successivi. Il telefonarmi di tutti gli amici, quasi a fare le condoglianze come educazione vuole. Ed ogni anno il primo maggio, giornata obbligatoria di festeggiamento e riposo , la nostalgia mi assale. Quelle foto che ti fanno provare una stretta al cuore…poi un sorriso di triste rassegnazione e gli occhi che s’inumidiscono ancora. L’amaro sapore del ricordo, di quelle notti che mi svegliavo in silenzio per sgattaiolare in salotto con tutto il piumone…pole, warmap e poi la gara. Il batticuore alla partenza, le urla, la felicità, la rabbia, l’impotenza e lì fissa…attaccata al monitor seguendo quel casco giallo…incitandolo ad andarsene solo, davanti come solo tu sapevi fare.
    Resterai sempre il mio Campione; tu, come pochi altri nella vita, mi hai fatto veramente emozionare…il mio unico grande, enorme rimpianto: non aver fatto quel dannato viaggio con Silvia, non averti conosciuto…potuto parlare! A chi pensa che eri solo un belloccio vincente gli farò sentire l’audio della camera-car del GP del Brasile dove …pur di vincere nella tua Terra… urlavi dalla gioia e dal dolore…ormai solo con la prima e quinta marcia, con il cambio ancora manuale e con il piede sempre giù come solo tu sapevi fare. Gli farò vedere quelle foto del podio dove piangevi a dirotto per l’emozione provata.
    Eri grande per questo…perché ti emozionavi sempre e riuscivi a trasmettere questo grandissimo sentimento a chiunque ti amasse...riesci a farlo ancora oggi dopo 12 anni!!!
    Hai lasciato un vuoto immenso; mi hai insegnato che si deve stare col piede giù, sempre con l’acceleratore schiacciato; che vale la pena piegarsi, senza arrivare a spezzarsi!

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    Ayrton2 - L'Incidente

    L’incidente
    Quell’ultima curva, rotonda come gli interrogativi d’una stagione sbagliata ed insidiosa tanto quanto i rapporti con una squadra alleata, ma non amica. Il piede giù…come sempre…per fuggire dal mucchio e dai dubbi. Lo sguardo avanti e gli avversari negli specchietti. Le solite cose…se soltanto la Williams avesse sterzato sarebbe stata ancora una volta una curva delle tue…alla GRANDE!!!Questa volta, purtroppo, di grande c’è stata solo la nostra disperazione.
    Imola, GP di San Marino, 1° maggio 1994. Io come sempre davanti al video, l’adrenalina e vaììì…sei davanti a tutti…poi la curva del Tamburello e la traiettoria sbagliata. Al settimo giro la Williams esce di pista a quasi 300km orari e si schianta contro il muretto. Ayrton frena, Ayrton sterza, Ayrton perché…perché…perchè non puoi. Hai in mano un volante staccato dal resto dell’auto, come quello dei bambini, ma questo purtroppo non è un gioco. La monoposto distrutta rimbalza verso l’asfalto. S’intuisce la gravità dell’incidente: Ayrton è immobile nell’abitacolo, il capo reclinato, scosso solo per un attimo da un ultimo riflesso nervoso. “Speriamo non si rompa un braccio, così la prossima gara lo riprendiamo ‘sto campionato nato storto”. Come Achille è legato al tallone, il pilota alla visiera del casco…unico punto a rischio…il destino si accanisce…nell’urto un braccetto della sospensione si stacca e salta (un cilindro d’acciaio…un bullone impazzito…un proiettile sparato). Arrivano i soccorsi, le immagini impazziscono, i cameramen corrono…corrono troppo…Papà che fanno…perché ci vuole tanto…papà cos’è quel sangue?!? “ E’ la tracheotomia, non respira”…perché non respira??? La scocca è imbattibile, il casco a prova di urto! Il braccetto ed il destino infami…quei piedi scomposti, troppo rilassati…inermi. Dopo sedici minuti dall’impatto l’eliambulanza decolla dalla pista e lo trasporta all’Ospedale Maggiore di Bologna. Alle 15.30 primo quadro clinico…quando il destino si accanisce lo fa di brutto…quel braccetto si conficca nello spazio tra la visiera ed il casco…è come se gli avessero sparato in fronte… trauma cranico, insufficienza respiratoria, stato di choc ed emorragie alle vie aeree. La lancetta delle ore compie un giro esatto ed ecco il secondo bollettino, la situazione precipita: fratture multiple alla base cranica, sfondamento frontale, sofferenza di tutto il cervello, stato di coma profondo. Ogni volta che il medico aggiorna la situazione i problemi aumentano fino al laconico comunicato delle 19.00 “E’ cessata anche l’attività cardiaca. Ayrton Senna è morto”.
    Quel senso d’impotenza, di rabbia, di dover dare la colpa a qualcuno. L’incredulità…non è possibile ora ci sarà un nuovo comunicato…ma poi la dura realtà e quel senso di vuoto immenso nel cuore, nello stomaco, nella testa. L’odio profondo per quell’essere già punito dalla natura che ha autorizzato a limare il piantone dello sterzo così tanto.
    Ayrton non è più tra noi! La sua anima accompagnata dalle nostre preghiere sale al cielo.

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    Ayrton1 - Il Pilota

    Il Pilota
    Ayrton nasce a San Paolo del Brasile, il 21 marzo del 1960. La sua carriera inizia a 17 anni nel Karting; poi in Formula Ford 1600 e 2000; poi nella Formula 3 e nel 1984 entra in F1 con la Toleman. Il suo primo GP vinto è in Portogallo…nasce una Stella dell’Automobilismo!Campione del Mondo nel 1988, nel 1990 e nel 1991…per un totale di 161 GP disputati, 41 vinti e 65 pole position. Ayrton aveva il controllo del mezzo di Mansell, l’agonismo di Villenevue, la meticolosità di Prost, la tattica di Piquet, la guida pulita di Clark ed il senso degli affari di Stewart…
    ...il soprannome “Magic” non era proprio un caso!!!

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